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Messaggio  Poppea il Ven Lug 02, 2010 2:28 am

Notebook e bambini: quando il marketing viaggia su Internet


I notebook stanno spopolando nei negozi di hi tech per le loro piccole dimensioni e il basso costo e anche i genitori ormai lo hanno individuato come possibile soluzione per i loro figli, già smaniosi di "navigare" e di imparare a usare il PC dei grandi.
Sicuramente il notebook più famoso e, diciamolo pure, venduto, è quello della Asus, che ha portato avanti, a livello solidaristico, anche un tipo di notebook per i paesi in via di sviluppo, al fine di promuovere l'istruzione in quelle zone del pianeta in cui i bambini faticano ad avere una formazione adeguata.
È tuttavia vero, però, che di "cloni" e di proposte ne sono comparse parecchie (su riviste di settore, quotidiani e anche sul web) con recensioni più o meno interessanti e caratteristiche differenti.
Tra le varie soluzioni vi è anche il JumPC di Olidata, un notebook per i bambini della scuola primaria: schermo a 7 pollici, poco più di un chilo di peso, tastiera idrorepellente e sistema Parental Control per l'uso di Internet sicuro (e protetto verso siti sconvenienti).
L'aspetto curioso di questo JumPC è la campagna di Viral Marketing che l'azienda ha deciso di portare avanti sul web, grazie alla realizzazione di sei video simpatici da scaricare e vedere gratuitamente anche su YouTube.
Al link http://www.olidata-jumpc.com/ita/spot_video_jumpc_webinar.asp è possibile visionare tutti i sei video realizzati dalla romagnola Olidata.
L'obiettivo è, ovviamente, non solo divertire, "farsi due risate", come si suol dire, guardando le scenette comiche degli spot (come accade per quei simpaticissimi spot di Mac versus PC che hanno contagiato Internet), ma spingere vari target a comprare il prodotto (299 euro).
Ci riuscirà Olidata a "bucare" lo schermo con questa idea?
Forse sì o forse no. Tuttavia da questa campagna si comprende sempre di più come Internet stia davvero surclassando tutti i canali di comunicazione tradizionali (anche i banner pubblicitari e gli scambi di link tra aziende e prodotti sono ovunque) e come il così detto "passa parola", che è poi in soldoni il concetto del viral marketing, sia diventato un vero e proprio investimento aziendale.
E la gente gradisce, apprezza quello che la diverte, indipendentemente che si tratti di un elettrodomestico, di un bene di largo consumo o di qualsiasi oggetto o situazione spendibile e comprabile.
Peccato che però il pubblico, messo di fronte a una marea indistinta di informazioni, spot e cose da acquistare, sia diventato spietato nei giudizi e sempre più annoiato quando non trova dei plus in quello che osserva.
Passando quasi subito ad altro.
Ma questo, credo, fa parte del gioco.
E i bambini? Anche loro, con sempre maggiori prodotti indirizzati al loro gradimento e utilizzo, vengono risucchiati in tale meccanismo perverso: se offri a un bimbo di pochi anni l'accesso a Internet sicuramente potrà giocare e imparare, ma potrà quanto prima guardare le pubblicità di cui il web si è riempito, spingendo così i genitori a comprare giocattoli di vario tipo.
Come se non bastassero già la carta stampata e soprattutto la televisione.
Alla fine, quindi, ben vengano le iniziative di marketing aziendale "viral", che fanno muovere l'economia, così come computer sicuri (come JumPC) in grado prima di tutto di educare i più piccoli: ma ci si augura che almeno i bambini non diventino semplici strumenti per far spendere dei soldi ai grandi. Illudendoli che si vuol far loro un favore.

Poppea

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