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Come reagisce il corpo sotto stress

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Messaggio  Poppea il Ven Lug 09, 2010 11:48 pm

Il corpo reagisce allo stress preparandosi all'azione: tutto il sistema si dispone per una attività fisica violenta, sia che si tratti di avanzare per compiere qualche cosa, sia che si tratti di retrocedere per evitare qualche cosa, in altre parole combattere o fuggire. Per entrambe queste soluzioni si verificano più o meno gli stessi cambiamenti fondamentali e si possono confrontare graficamente a quelli di una nazione che mobiliti per una guerra.

Il governo, posto nella mente, riceve e analizza i segnali in arrivo e ne interpreta il significato. Quando riceve notizie che indicano la necessità di una mobilitazione impartisce istruzioni ai centri di all'erta situati nell'emisfero inferiore del cervello e nel tronco encefalico perché venga suonato l'allarme generale. La ghiandola pituitaria, che è attaccata all'ipotalamo alla base del cervello, libera un ormone-messaggero d'allarme (ACTH) che entra nel flusso sanguigno. Questo ormone viene portato rapidamente alle ghiandole surrenali situate sopra i reni, che liberano due ormoni principali, l'adrenalina (o epinefrina) e la noradrenalina (o norepinefrina), e sostanze cortisoniche.

Gli ormoni mobilitano le riserve, i trasporti diretti dalle retrovie alle zone di prima linea, nonché comunicazioni dirette e sistemi di avvistamento che si concentrano sulle cause dello stress. Il cuore accelera il proprio funzionamento, pompando più rapidamente il sangue in tutto il corpo, trasportando il suo rifornimento di ossigeno e di combustibile per i muscoli, mentre Ì vasi sanguigni si comprimono in corrispondenza della pelle e dello stomaco per dirottare un maggior rifornimento di sangue ai muscoli e al cervello. Aumenta la velocità del respiro e i condotti dell'aria nei polmoni si dilatano per introdurre ancor più ossigeno. La milza si contrae liberando nel sangue quantità maggiori di globuli rossi per portare l'ossigeno.

Il fegato libera riserve di zucchero mentre grassi e colesterolo vengono liberati nel sangue dalle scorte situate nelle varie parti del corpo. Che uno stress possa far aumentare il tasso di zucchero nel sangue è fatto noto da oltre cinquant'anni, da quando il fisiologo americano Walter B. Canon osservò come un tiratissimo incontro di calcio interscolastico facesse salire il tasso di zucchero nel sangue in spettatori giovani e sani, al punto da farlo traboccare nell'orma determinando uno stato di diabete temporaneo. Un altro indicatore di stress è la pelle che incomincia a sudare, pronta a disperdere l'eccedenza di calore. Anche il sistema 'di riparazione' del corpo risulta alterato con un aumento del fibrinogeno e delle piastrine che fanno coagulare il sangue e arrestano le emorragie e di globuli bianchi del sangue, in particolare linfociti, che aiutano nelle riparazioni dei tessuti del corpo. Alcuni di questi cambiamenti sono davvero impressionanti.

Il battito cardiaco può salire dalla velocità normale di circa 70 battiti al minuto, a 120, 130 e anche oltre: nel caso di un cronista televisivo le sue pulsazioni erano in media 150 al minuto durante una trasmissione serale. Il fatto di guidare l'automobile, anche su strade di poco traffico, causa normalmente 160 battiti cardiaci al minuto; e i paracadutisti alle prime armi presentano in certi casi fino a 200 pulsazioni al minuto.

Tutti questi cambiamenti richiedono un po' di tempo. Il ritmo della vita moderna è tale che la causa della crisi lo stridere di freni, un 'bang' supersonico o una parola dura è spesso superata prima che il corpo abbia reagito completamente. Allora siamo lasciati ad ansimare, col cuore che batte pesantemente e nella impossibilità di intervenire con un'azione correttiva. Forse i nostri lontani antenati avrebbero potuto far fronte ad una crisi corrispondente, lanciandosi di corsa o per inseguire un cervo o per sfuggire ad una tigre dai denti a sciabola, ma è probabile che situazioni sociali stressantemente non risolte si presentassero ben di rado all'uomo primordiale.

In società più recenti, il guerreggiare poteva spesso fornire uno sfogo alla tensione fisica instauratasi per far fronte a situazioni di minaccia. Sembra poi che le stesse reazioni fisiologiche di base sottostiano al modo di reagire originato da situazioni completamente differenti. Le differenze che effettivamente si riscontrano nelle reazioni a stress di varia intensità riguardano specialmente la quantità di noradrenalina, che sembra sia più elevata quando le situazioni consentono di prendere una iniziativa, cioè quando essendo arrabbiati si va all'attacco, o quando si gode qualcosa. I corridori automobilisti arrivano ad altissimi livelli di noradrenalina. Questo fatto sembra sia un residuo del nostro passato: gli animali cacciatori producono elevati livelli di noradrenalina; quelli cacciati producono più adrenalina.

Vi sono però delle circostanze nelle quali non c'è scopo di prepararsi ad un'azione, cioè non c'è nulla che il corpo possa fare e questo da luogo ad una reazione di 'congelamento'. Molte indagini hanno confermato come dei prigionieri di guerra, spesso uomini giovani e sani, abbiano reagito alla reclusione affollata e all'umiliazione, semplicemente voltandosi verso la parete per morire.

In un simile stato di terrore passivo, il cuore rallenta anziché accelerare e il suo battito è irregolare. Questo capitò ad un gruppo di persone le cui reazioni furono misurate mentre vedevano il film L'arancia meccanica: d'arante le scene a carattere sessuale esse venivano ridestate piacevolmente, ma durante lo svolgimento di episodi di violenza presentavano un battito cardiaco lento e irregolare, indizio di terrore passivo.

Una ben nota conseguenza fisica dello stress è una diminuzione dello stimolo sessuale: cosa del resto prevedibile quando siano coinvolte funzioni di base. Un uomo che in realtà sia a caccia o in corsa non può permettersi di fermarsi per concedersi gli svaghi e i piaceri del sesso, soprattutto per il fatto che il far l'amore è di per sé un'attività che richiede moltissime energie. In base ad alcuni studi sembrerebbe che lo stress sociale possa addirittura agire come una sorta di controllo sulle nascite.

Quando l'attenzione di un soggetto è completamente rivolta a un problema che sta cercando di affrontare oppure ad una situazione spiacevole da cui cerca di uscire è ovvio che la sua attività sessuale cala fino anche ad annullarsi. Questo fattore potrebbe anche spiegare perché gli individui in genere riscontrano un miglioramento della loro capacità sessuale quando sono in vacanza, lontani dagli stress imposti dal lavoro e dalla vita affollata delle città. In condizioni di stress lieve si potrà paradossalmente verificare in alcuni individui un aumento dell'attività sessuale in conseguenza dell'elevato livello di eccitazione generale o meglio, essendo fortemente sollecitati ad agire per il raggiungimento di uno scopo ormai prossimo, estendono questa 'voglia di fare' anche nella sfera sessuale.


Autore: http://www.articoligratis.com/

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Poppea

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