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La meccanizzazione dell'agricoltura

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Messaggio  Poppea il Dom Giu 06, 2010 12:35 am

Alla fine del XIX , con l'invenzione del motore a combustione 2 tempi a testa calda, si posero le basi per la meccanizzazione dell'agricoltura a livello mondiale, con la creazione di nuove macchine agricole. La creazione di questo nuovo motore permise di superare i limiti della macchina a vapore. Si trattò di una scoperta di grande importanza, che rese possibile le colture intensive resesi indispensabili per l'enorme crescita della popolazione. Agli inizi del XX secolo, veniva usata per la prima volta la parola "trattori". Viene costruito il primo aratro motorizzato, ma il suo impiego è riservato solo alle grandi aziende agricole, in considerazione dell'alto costo. Le piccole e medie imprese continuano ad avvalersi del lavoro umano e del contributo degli animali, cavalli e buoi. Nel 1917 con la realizzazione del "Fordson", nacque il primo vero trattore agricolo che montava un motore a scoppio con cambio a 3 rapporto, oltre la retromarcia. Macchina multifunzione in grado di fornire il proprio contributo per molti lavori agricoli. In realtà, un primo prototipo venne realizzato da Henry Ford già qualche decennio prima, infatti questa casa produttrice è ancora oggi una delle più famose, insieme ai trattori Lamborghini.. Per realizzare questa prima macchina agricola si pensò di utilizzare quale parte anteriore quella di un'autovettura, mentre le ruote posteriore erano quelle di una mietitrice, da questo modello si sono poi progressivamente sviluppati gli altri trattori e motocoltivatori che hanno raggiunto oggi alti livelli di tecnologia.

Poppea

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