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Nursing e complessità

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Messaggio  Poppea il Sab Ott 09, 2010 2:29 pm

"Complesso" discende dal verbo latino complector, che vuol dire cingere, tenere avvinto strettamente, e, in senso metaforico, abbracciare, comprendere, unire tutto in sé, riunire sotto un solo pensiero e una sola denominazione. Altri significati che appaiono nei classici latini sono quelli di legame, nesso, concatenazione (Magrassi P.,2009).

Dal XVII secolo in poi, una situazione, un problema, un sistema è "complesso" se consta di molte parti interrelate, che influiscono una sull'altra. Un problema complicato (da complico, piegare, arrotolare, avvolgere), invece, è uno che si fatica a risolvere perché contiene un gran numero di parti nascoste, che vanno scoperte una a una. L'etimologia del termine aiuta a comprendere il senso ultimo dell'"atteggiamento complesso", che ammonisce circa l'insufficienza del solo approccio analitico e invoca l'integrazione di questo con un approccio olistico e globale. Un sistema complesso non può essere compreso mediante il solo esame delle sue componenti e, per analogia, le "cause ultime" di un problema complesso non sono banalmente quelle delle sue parti essenziali, perché esso non può essere risolto mediante semplice scomposizione, ma richiede l'interazione tra questa e una visione d'insieme (Bocchi G., Ceruti M., 2007; Morin E, 1993; Stangers I., 2007).

Nell'ambito delle discipline biomediche e della gestione dei sistemi sanitari è divenuto sempre più frequente il riferimento al concetto di complessità. A questa interpretazione della realtà e della conoscenza è riconducibile il crescente ricorso all'approccio multidisciplinare che trova origine nell'epocale mutamento del paradigma riferito alla malattia che ha pervaso la nostra società industrializzata, quello della cronicità della malattia. I pazienti che oggi assistiamo negli ospedali e nelle strutture assistenziali sono persone prevalentemente affette da più problemi, fra loro embricati, e necessitano di interventi qualificati da parte di più professionisti che spesso sono chiamati a lavorare in equipe, integrando saperi e competenze con un sapiente utilizzo di relazione e tecnologia (Plsek,2001) In ambito assistenziale l'utilizzo del termine complessità assume, come negli esempi, diversi significati e non raramente è utilizzato quale sinonimo di intensità, difficoltà o per indicare situazioni complicate, che richiedono tempo, pazienza, abilità. La definizione di una corretta e condivisa interpretazione del significato del termine complessità richiede di chiarire alcuni aspetti di fondo di non secondario rilievo.

Ermellina Zanetti
Gruppo di Ricerca Geriatrica, Brescia
Società Italiana di Geriatria e Gerontologia Sezione nursing

Poppea

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