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Il nome giusto - Sergio Garufi (libro dell'anno 2011)

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Il nome giusto - Sergio Garufi (libro dell'anno 2011) Empty Il nome giusto - Sergio Garufi (libro dell'anno 2011)

Messaggio  Amministratore il Dom Lug 31, 2011 12:53 pm

Il miglior libro del forum quest'anno è "Il nome giusto". La selezione è stata durissima. Comunque fa piacere che un altro esordiente sia riuscito a ottenere questo riconoscimento.

Il nome giusto - Sergio Garufi (libro dell'anno 2011) Nomegiustogrande

IL LIBRO
Alla vigilia del suo quarantottesimo compleanno, un milanese giace in fin di vita sull’asfalto della circonvallazione Trionfale, a Roma. Come ci è arrivato? A narrare la storia è lui stesso o meglio il suo fantasma, dalla sede del suo limbo terreno: un negozio di libri usati al cui proprietario è stato venduto l’unico bene che aveva: la sua biblioteca. Ogni volta che le figure più disparate entrano nella bottega e comprano i volumi, il protagonista ne segue i passi: l’incontro fra i testi (di Borges o Kafka, Leopardi o FosterWallace o Céline) e i nuovi proprietari presenta sempre una coincidenza bizzarra, che gli dà la sponda per raccontare un pezzo della sua vita di spirito solitario e inconcludente, di creatura dolcissima e spacciata, capace di umorismo nella tragedia e di riflessione nella farsa.
Un uomo che vagando in morte, come ha vagato in vita, alla ricerca di un senso e un’identità, conserva ancora in sé la febbrile apprensione del naufrago. Un uomo qualunque e al contempo speciale, com’è speciale e qualunque la vita di ogni lettrice e lettore: segnata dall’amore per la letteratura come chiave profonda di comprensione dell’esistenza e del mondo, dalla convinzione riposta che non siamo noi a leggere i libri, ma i libri a leggere noi.

I GIUDIZI
"L’inventario ramingo di un fantasma che ritorna sui luoghi del suo delitto: l’arte, le letture, gli amori e tutte le altre cose vive della vita che ha vissuto. Una ghost story di formazione. Un romanzo bellissimo."
Tommaso Pincio

UN BRANO
"L’ultima immagine da vivo impressa sulla mia retina fu quella di una corona di facce raccapricciate, il capannello dei curiosi che mi si accalcò intorno quando giacevo sull’asfalto della circonvallazione Trionfale. Ricordo di aver pensato che la prospettiva di quella scena era la stessa della Camera degli Sposi del Mantegna; e infatti, sotto uno spicchio di cielo azzurro, tra quelle persone che mi circondavano sbucò un bambino con le lentiggini e i capelli rossi, che somigliava tanto a me alla sua età."
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