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Piuccio è sempre Piuccio!

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Messaggio  Poppea il Dom Giu 06, 2010 2:01 pm

Non è certo l'elevazione alla gloria degli altari, la conclamata santità, a rendere amata una persona. È la mia modestissima opinione in risposta al libro dello storico Sergio Luzzato, che ci pone dinanzi ad un padre Pio impostore, fanatico, esaltato, il quale, probabilmente, aveva così tanto tempo a disposizione da utilizzarlo in esperimenti chimici che gli provocassero o, comunque, accentuassero le stimmate. Ritengo che le idee di ognuno vadano rispettate, seppur non sempre condivise. Dinanzi al collasso ambientale, economico, morale, mentale, materiale, ideologico della nostra società, pensate davvero che sia così vitale mettere in discussione le stimmate e la buona fede di un uomo che non c'è più e che neanche può difendersi? È ormai universale l'Amore di tanti – cattolici e non – per il frate di Pietrelcina. Al di là della santità – concetto partorito dalla mente umana e quindi discutibile –, Francesco Forgione (al secolo padre Pio), uomo, prima d'ogni altra cosa, ha avuto ed ha, a tutt'oggi, il potere di aggregare milioni di persone da tutto il mondo, per le quali, sfidando tempo e categorie umane, costituisce l'Amico sincero con cui confidarsi, il padre acquisito sempre disposto ad accogliere, il "mago" che mai si mostra sordo o indifferente alle richieste più disparate. Qualcuno potrebbe definire la sintesi del mio pensiero un surrogato, un paleativo, forse un'illusione o una stupida convinzione. Liberissimo di farlo! Vorrei concludere con una domanda-affermazione che spero trovi consensi: Pio, imprenditore e cavaliere dei poveri, degli ammalati, degli indifesi, è il fautore dell'ospedale Casa Sollievo della Sofferenza, attualmente considerato uno dei più importanti centri di ricerca a carattere internazionale. È morto povero, ha vissuto in povertà, in mortificazione, in obbedienza. Quell'obbedienza di cui la Chiesa era totalmente indegna. Quale, quindi, l'obiettivo arcano del frate, se non il soccorso, l'aiuto, l'Amore incondizionato, la dedizione, lo spirito di abnegazione e l'accettazione di sofferenze fisiche come riscatto per l'umanità? Santo o non, stigmatizzato o non, "Piuccio" (da cui prende il nome l'Associazione che mi onoro di presiedere – Casa Piuccio, per l'appunto –) resta la persona di tutti che ancora si manifesta a grandi e piccini, atei e credenti, ricchi e poveri. Non è certo l'aureola né la mano segnata da un buco a compiere fenomeni che, se proprio non riusciamo a chiamare miracoli, potremmo definire prodigi. Di fatto, dove la scienza non arriva, Piuccio trionfa!
PINA RADICELLA, MUSICISTA, CONDUTTRICE, SCRITTRICE, PRESIDENTE DI CASA PIUCCIO ONLUS. Tel. 329/6774403; e-mail: pinaradicellapiuccio@libero.it

Poppea

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