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REALITY LIFE SHOW

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Messaggio  Poppea il Mer Giu 23, 2010 11:46 pm

Adattamento di David Conati dal film "The Truman Show" - Regia di Piergiorgio Piccoli

Giovedì 10 Giugno 2010 - ore 21.00

Teatro Alba - Santa Lucia (Verona)

Compagnia Giorgio Totola

Interpreti: Massimo Totola, Francesca Salvagno, Giacomo Borin, Lorenza Cristanini Mion, Gianluca Elponti, Davide Caliari, Roberta Adami, Ottavia Bergamini, Jessica Rollo, Claudio Neri, Anita Peloso Vallarsa, Anna Farinello, Alessandra Niero, Massimilla Di Serego Alighieri.

Regia: PIERGIORGIO PICCOLI, Assistente alla regia: Carlo Properzi Curti, Riprese video: Roberto Totola, Video scenografia: Giuseppe Domenichini, Elementi scenografici: Debora Pozza, Dipinti: Cristina Bighelli, Alla consolle per luci e video: Federico Caputo, Otello Visentini, Fonico: Lina Corsini Totola, Progetto grafico: Simone Cunego.

Note di Regia: Affrontare un testo teatrale che nasca da una sceneggiatura cinematografica è ormai uso comune di molte compagnie, sia in ambito professionistico che amatoriale. Decidere però di parlare in teatro di un argomento strettamente legato alla ripresa cinematografica, alla televisione dal vivo o comunque a tutto ciò che riguarda la tecnica delle riprese video era, nel caso di "Reality life Show", una sfida stimolante e completamente nuova. Ho accolto volentieri la proposta della premiatissima compagnia veronese e ho iniziato ad immaginare come avrebbe potuto funzionare, in un contesto teatrale, una storia così vincolata al mondo delle immagini, senza troppo abusare dell'uso delle videoproiezioni e dando maggiore funzionalità a questo mezzo. Ho trovato anzitutto nella compagnia un gruppo giovane, fresco, attivo che, anche in mia assenza, ha saputo lavorare con fervore e convinzione per contribuire a rendere godibile e credibile la storia che andremo a rappresentare. È risaputo che la magia del teatro si consuma nell'attimo stesso in cui la si realizza; nell'attimo della rappresentazione che è di per sé la massima espressione dello spettacolo "dal vivo". L'attore vive in quell'attimo il suo momento artistico, condividendolo con i suoi colleghi sul palco e con il pubblico in una unità di spazio e di tempo. Durante la messa in scena avviene il miracolo, mai più ripetibile e mai uguale a se stesso, della comunicazione fra attore e spettatore. "Hic et nunc" dunque, un "qui e ora" che è stato mutuato da un certo tipo di televisione dal vivo, i reality show, i quali mettono il telespettatore in una condizione voyeuristica e passiva, dove quello che diverte è spiare i protagonisti nella loro vita di tutti i giorni, meglio se costretti in condizioni estreme di disagio fisico e di difficoltà relazionale. Un contesto ben diverso da quello della rappresentazione teatrale, in cui i protagonisti condividono con il pubblico lo spazio, il respiro, il sudore, anche il dolore, e la loro missione è fare entrare nel mondo magico del palcoscenico la mente ed il cuore di chi guarda. La straordinaria pellicola di Peter Weir "The Truman Show", che ha ispirato l'autore del testo e la cui storia è alla base della nostra rappresentazione, descrive come questo delirio voyeuristico possa contagiare milioni di telespettatori, al punto da spingerli a seguire tutte le fasi della vita di individuo costretto in un mondo virtuale, finto, condizionante e costruito apposta per farlo vivere in un'apparente normalità. Tutto intorno è finzione, il protagonista è vero… direi quasi il contrario del teatro. Ed è così che ho deciso di sovvertire il punto di vista dello spettatore rispetto al film. Con una scenografia simbolica il palcoscenico è l'ambiente "finto" dove si muovono consapevolmente gli attori (escluso Truman); la platea rappresenta il pubblico nel mondo reale, anche quello che invece di essere a teatro in quel momento sta guardando la televisione; le immagini proiettate invece descrivono la realtà del "dietro le quinte", di quella "cabina di regìa" dove si decide cosa deve accadere in sala e sul palcoscenico (in realtà, per assurdo, è proprio questa l'unica parte dello spettacolo che non si consuma "qui e adesso" ma è filmata in precedenza) Truman, il protagonista, non si accorge che il palcoscenico è la sua prigione e riuscirà a fuggire da questo mondo di finzione solo quando saprà riconoscere il pubblico come tale, e quindi troverà la strada per uscire dallo spazio teatrale. Il pubblico presente quindi potrà condividere le vicende del nostro inconsapevole protagonista ma potrà anche "spiare" quanto avviene a insaputa dello stesso. Un nuovo gioco delle parti, dei ruoli e dei punti di vista quindi, dove realtà e finzione si mescolano su più piani e vengono delimitate dalle diverse zone dello spazio teatrale, dove i pericoli del mondo delle immagini sono ancora più tangibili che in altri luoghi deputati al suo culto e dove gli attori, caso strano, non ambiscono ad altro se non ad abbandonare il teatro in cui sono tutti indistintamente imprigionati.

Per maggiori ragguagli:
http://www.totolateatro.it/pagine/reality.html


GIORGIO TOTOLA: Autore, attore e regista, Giorgio Totola è stato attivo ed infaticabile operatore culturale nel mondo del teatro di base nazionale. La sua grande aspirazione è stata quella di cambiare il volto del teatro amatoriale, valorizzandolo e modernizzandolo, affinché uscisse ddal ghetto dopolavoristico nel quale spesso era relegato. Negli anni '60 le formazioni teatrali erano attività, se pur volenterose che si esibivano per parenti e amici nei teatrini parrocchiali. Giorgio cominciò a parlare di dizione, della necessità di studiare ed affinare la tecnica della recitazione, di porsi costantemente dei problemi. Fu il primo a teorizzare sul teatro nel momento stesso in cui lo metteva in pratica, fu il primo a imporre l'idea concreta di dover dare al lavoro dell'attore la dignità di un'autentica professione. Perciò puntava soprattutto sulla formazione dell'attore frequentando ed istituendo corsi di teatro tenuti da maestri qualificati. La sua vita è stata caratterizzata da una sete insaziabile di scoperta, un bisogno di andare sempre avanti, che hanno fatto di lui uno straordinario scopritore e instancabile indagatore dell'arte teatrale. Si dovevano conoscere i grandi maestri del teatro Grotowski, Barba, la Commedia dell'Arte, Copeau. L'attore doveva munirsi di un bagaglio di esperienze, esercitazioni e tecniche. La sua dote più grande come regista, fu la sua capacità di istruire gli attori con la sua arte di interprete. Era capace di fare spettacolo anche solo con un fascio di luce. Fu il primo anche nell'uso della musica e delle fonti luminose sulla scena. Ha spronato sempre le compagnie a raggiungere il massimo della qualità e a fare scelte drammaturgiche coraggiose, in modo che accanto ai grandi autori noti, affrontassero anche autori italiani sconosciuti. Ha vinto numerose volte i Festival di Pesaro, Macerata, Gorizia, Rovereto, Mantova, Trento, Milano. Ha rappresentato l'Italia in Germania, Francia e Svizzera. Un percorso che è stato alla base del processo di formazione di varie realtà veronesi ed è continuato fino ad oggi trasmettendo i suoi insegnamenti nella Compagnia Giorgio Totola con la moglie Lina e i figli Carla e Stefano, nonché nelle Associazioni Culturali "Punto in movimento" diretto dal figlio Roberto e Marina Furlani, "Mamadanzateatro" diretto dal figlio Massimo e Maria Gardoni. Ebbe l'occasione di entrare a far parte del mondo professionista con la compagnia di Franco Enriquez e al Teatro stabile di Bolzano come regista. Ma non volle abbandonare mai la sua Verona che amava tanto.


Pubblicato su:
http://www.nesti.org/post/1207152662/REALITY+LIFE+SHOW#more

Poppea

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