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Elettrauto per passione, ambulante per necessità

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Elettrauto per passione, ambulante per necessità Empty Elettrauto per passione, ambulante per necessità

Messaggio  Poppea il Gio Giu 24, 2010 12:08 am

<<Ho chiuso una saracinesca, ma ho aperto due sportelli>>. Questa la
bizzarra frase d'esordio con la quale vogliamo iniziare, raccontandovi,
un'incredibile storia d'amore e di passione ma soprattutto d'innata
onestà. Protagonista, forse non del tutto consapevole della sua
pionieristica, se pur d'antica iniziativa, attività, è il signor
Antonino Lo Votrico, interprete e primo attore di una straordinaria
vicenda, che, durante il percorso narrativo, prenderà sempre più le
sembianze di una tenera favola a lieto fine, in netto contrasto con una
società come la nostra, capitalista, ambigua, concorrenziale e fin
troppo spesso ingannevole. Il signor Lo Votrico, tecnico specializzato
nel settore automobilistico, altro non è che un Elettrauto, certo forse
un po' originale ed eccentrico, ma com'egli stesso si definisce,
mostrando sempre e comunque una grande umiltà, è "l'Elettrauto
Ambulante". Ci accoglie, sorridente e quasi incredulo del clamore che
suscita in noi la sua bizzarra storia, nei pressi della Via Nuovaluce,
proprio all'altezza del civico 65 di Via Nizzeti, luogo da lui deputato
per la professione che tanto ama, come più volte ci ripete nel corso
del nostro breve ma intenso incontro, ma anche consapevole dell'
importanza sociale, che ricopre con il suo operoso ingegno d'ambulante,
nei confronti della collettività circostante che lietamente lo ospita.
Si presenta a noi, sciorinando alcuni tra i salienti passi della sua
avventurosa vita, con una gentilezza, una cortesia ed una raffinatezza
d'animo, con i suoi modi assai gentili e certo d'altri tempi, come se
ci si trovasse al cospetto d'un principe o d'un re, ma rimanendo al
tempo stesso un uomo semplice e nobile di cuore, che, se pur canuto e
breve d'aspetto, riesce a riscaldarci d'emozione con la sua grande
sensibilità ed una spiccata umana umiltà. Passato poi l'imbarazzo dei
primi istanti, e non appena si libera del suo cellulare, che sempre
tiene al collo in stand-by ed in allerta, operativo, per qualche
eventuale intervento urgente anche a domicilio, comincia subito a
raccontarci, se pur emozionato ma ben lieto della visita ricevuta, che,
nativo di Nicosia, nell'assolato e profondo entroterra siciliano della
provincia Ennese, si trasferisce in giovane età, a circa dieci anni,
nella tanto agognata città di Catania, nella speranza di trovar lavoro
e fortune. Arrivato in città, infatti, trovandosi al cospetto di quella
che scorgeva, se pur in lontananza e con gli occhi strabuzzanti di chi
giunge dalla provincia, come una grande metropoli iperproduttiva, una
Catania in pieno boom economico, cerca senza indugio di darsi da fare
anche se, purtroppo, a causa della sua modesta scolarità, come dolente
ci confessa, è costretto ad industriarsi in ogni tipo d'occupazione. Ma
è proprio grazie alla sua innata voglia di rivalsa per una vita
migliore, e certo con un pizzico di buona sorte che lo precede nel suo
lento incedere verso l'ignoto, riesce in breve a sostentarsi da solo
senza ulteriormente gravare sul già pesante bilancio familiare,
provvedendo alle necessità della sua nuova vita autonomamente ed
abituandosi così agli ardui ritmi economici della grande città che lo
ospita, che comunque mai lo renderà inerme ostaggio e schiavo. Il tempo
scorre via in fretta ed il piccolo Antonino si ritrova ben presto
giovane apprendista, costretto suo malgrado a lavorare sotto padrone,
presso un'officina di elettrauto, ma è proprio in quella piccola e
vetusta azienda catanese, che nasce la sua grande passione per le auto
ma soprattutto per la loro elettronica e quindi, quasi folgorato come
San Paolo sulla via di Damasco, trova finalmente la sua strada. Tutto è
compiuto, il dado ormai è tratto, ed il giovane apprendista, cauto ma
consapevole delle proprie capacità, decide e diventa in breve tempo un
eccellente elettrauto. Ma la sorte, che spesso lo abbandonerà nel corso
della sua travagliata vita, gli sarà ancora avversa con numerosi
incidenti di percorso. Senza neanche rendersi conto del tempo passato,
infatti, si ritrova ben presto in età di leva e lo stato italiano, com'
è d'uopo, lo chiama a sé per ottemperare ai suoi obblighi di legge come
ogni probo ed onesto cittadino italiano. I due anni in marina, nel
quale s'immola per la patria al servizio dello stato italiano con onore
ed altissimo senso del dovere, se pur lo tengono lontano dai motori
delle auto, non gli impediscono di coltivare in gran segreto, ed ancor
più forte che mai alla fine del lungo biennio di naia, il sogno di
ritornare alla sua grande passione, lavorare da elettrauto, magari
aprendo un'officina tutta sua. Al ritorno, infatti, ormai stanco di
lavorare sotto padrone e chiarito in sé il suo obbiettivo finale,
aprire un'officina da elettrauto, trova finalmente il coraggio di
liberarsi da tutte le sue paure e decide che è proprio giunto il
momento propizio, per poter spiccare il suo primo volo in solitaria da
provetto "Gabbiano Jonathan Livingston", come ben decantato dallo
scrittore Richard Bach nel suo celebre romanzo breve, best-seller degli
anni '70. La sua prima officina da elettrauto, il signor Lo Votrico, la
promuove su Via Carnazza ed è così che il sogno di tutta una vita è
finalmente realizzato. Purtroppo però, come d'altronde spesso accade
nel corso della sua vita, il sig. Lo Votrico non è sempre accompagnato
da una buona stella ed il sogno fin lì realizzato, di quell'officina
costruita con enormi sacrifici ed il sudore della fatica, dopo circa 15
anni di onorato servizio s'infrange come il grande mare contro un
piccolo scoglio, come recita in un celebre successo pop il grande Lucio
Battisti. La proprietaria, infatti, senza ch'egli se n'avveda o ne
percepisca il benché minimo sospetto, ha nel frattempo posto sotto
ipoteca l'immobile dove si trova, ignaro inquilino, il sig. Lo Vortico;
immobile che poi è andato effettivamente perduto, mandando così in
fumo, non solo i 150 milioni del vecchio conio, puntualmente versati in
15 anni d'affitto, ma anche le ultime sue speranze riposte per una vita
serena, ritrovandosi a questo punto sfrattato ed in mezzo ad una
strada, nonostante possieda un regolare contratto d'affitto
perfettamente registrato ed in piena regola. Ma l'odissea professionale
del Sig. Lo Votrico non è ancora conclusa, anzi, semmai, appena
incominciata, tanto che, ridestatosi dalla solenne bastonatura e certo
ormai non più in giovanissima età almeno anagrafica, vista la gran
forza d'animo ch'egli esprime durante il nostro colloquio, riprova a
cercare un'altra officina che gli permetta di andare avanti ed ancora
una volta, con un po' di fortuna, riesce a trovarla. E' proprio nei
pressi di Via del Roveto, dalle parti dell'allora nuovissimo nosocomio
"Cannizzaro", zona peraltro in piena evoluzione, che trova l'ennesima
ubicazione della sua prossima casa-officina da elettrauto. E' così
entusiasta del bel sito, nuovo, moderno, in pieno fermento e con un
notevole incremento demografico, per via del boom edilizio tutt'
intorno, che capisce immantinente d'aver fatto la scelta più giusta. La
dea bendata però, che mai gli ha voluto porgere una mano, anche questa
volta gli volge le spalle ed anzi gli si accanisce contro. Proprio per
lo stesso motivo, che lo aveva spinto emozionalmente a scegliere quella
determinata zona, adesso, l'egual ragione, risultava invece essere il
movente principale, non solo del suo tracollo finanziario, ma anche
della perdita, fregiante, del titolo di "elettrauto autorizzato" dalla
benemerita azienda d'elettronica "Magneti Marelli", da poco
conquistato. A causa, infatti, della costruzione del nascente istituto
ospedaliero e di plurimi complessi d'edilizia privata, vengono
interrotte molte strade che incrociano e s'intersecano proprio nei
pressi della piccola contrada ove è ubicata appunto la sua bottega,
facendolo rimanere senza clienti e costringendolo quindi, in breve, a
rinunciare definitamene, e dopo appena 6 anni dalla sua costituzione,
anche a quest'ultima attività cui tanto si era aggrappato e che gli
aveva fatto assaporare finalmente, non grandi sogni di gloria ma solo
una pacifica e duratura attività lavorativa. A questo punto ormai
stanco d'ipocrisia, falsità e quasi vinto dalla vita, nel dover subire
sempre e comunque, capisce che è proprio il tempo di una svolta
radicale, e se vogliamo anche fortemente provocatoria nei confronti di
una società dal quale si sente esule. Farà tutto da sé, senza chiedere
niente a nessuno com'e suo solito fare, da buon uomo giusto, onesto e
fatto d'antica pasta. L'esperienza non gli manca, sono 40 anni ormai
che opera e "lotta" professionalmente da elettrauto, e decide d'
acquistare, con gli ultimi risparmi di una vita, un furgone datato ma
di buon aspetto che in breve, radunati in esso ogni tipo d'attrezzatura
atta alla sua attività, trasforma in una piccola ma super funzionale
officina mobile, che lo innalza, senza dubbio alcuno, al trono di primo
"Elettrauto ambulante" di Catania. E' passata tanta acqua sotto i ponti
ed oggi, il combattivo sig. Antonino Lo Votrico, se pur con qualche
anno in più, si sente più felice e realizzato che mai, non sogna più
una saracinesca da alzare ogni mattina, ma anzi sempre più consapevole,
e a ragion veduta, della sua ultima scelta imprenditoriale, ci esclama,
proprio su finire del nostro incontro, il suo mite ma risoluto ed
ottimistico messaggio promozionale e morale, con il quale abbiamo
voluto iniziare il racconto della sua storia e con il quale ci sembra
doveroso concluderla: <<Ho chiuso una saracinesca, ma ho aperto due
sportelli>>. Marco Lombardo

Marco Lombardo
Tel.:349/6027843
Mail:
sfinocc@tin.it
Web Site:www.marcolombardo.info
Blog:www.marcolombardo.
splinder.it

Poppea

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