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Vittorio Sgarbi presenta, Mercoledì 29 Settembre, ore 17,30, le nuove mostre di “Contemplazioni”, Festival delle arti.

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Vittorio Sgarbi presenta, Mercoledì 29 Settembre, ore 17,30, le nuove mostre di “Contemplazioni”, Festival delle arti. Empty Vittorio Sgarbi presenta, Mercoledì 29 Settembre, ore 17,30, le nuove mostre di “Contemplazioni”, Festival delle arti.

Messaggio  Poppea il Sab Set 25, 2010 2:11 am

Dopo il grande successo ottenuto al 53° Festival dei Due Mondi di Spoleto, e all'inaugurazione della prima tornata espositiva a Salemi, avvenuta lo scorso 31 Lugilo, le mostre curate dal Professore e organizzate dalla Laboratorio Sgarbi, continuano, con tre nuove personali.

Le due location d'eccezione nel centro storico di Salemi, il Palazzo dei Musei nell'ex Convento dei Gesuiti (comprendente il Museo d'arte sacra, il Museo del paesaggio, il Museo del Risorgimento e il Museo della Mafia), e il Castello normanno svevo, ospiteranno le opere degli artisti più importanti del panorama artistico contemporaneo: Agostino Arrivabene, Grazia Cucco, Peter Demetz, Nicola Samorì e Dino Valls, già presentati il 31 Luglio, a cui si aggiungeranno quelle di due straordinari artisti siciliani Carmelo Giallo e Giovanni Iudice, e del geniale e discusso Giuseppe Veneziano.

L'obiettivo di questa straordinaria esposizione è quello di mostrare una nuova visione dell'arte attuale: non più astrattista, ma realista ed innovativa.
Il visitatore non è solo uno spettatore passivo dell'opera, ma viene come invitato dall'artista a riflettere e ad interpretare le sue creazioni, che sono delle rivisitazioni, in chiave attualissima, degli stili e dei soggetti del produzione artistica del passato. Si passa dagli inquietanti e spirituali ritratti di Valls, agli irreverenti e dissacranti "soggetti religiosi" di Grazia Cucco, passando attraverso le deliranti e visionarie interpretazioni della realtà di Arrivabene, e le geniali "deturpazioni" delle celebri opere del passato, del giovane Samorì. Inoltre viene riproposto uno dei generi scultorei più antichi, quello in legno, ma in chiave assolutamente rivoluzionaria, grazie alle opere di Demetz, che sono un interessante mix fra tradizione e rappresentazione, quasi fotografica, della realtà.

Lo scientifico, e allo stesso tempo sentimentale, naturalismo di Iudice, con le sue "cartoline" di vita quotidiana, e le evocative ceramiche di Giallo, che con le loro forme e cromie riportano alla mente i colori e i profumi della Sicilia, vogliono presentare allo spettatore la realtà siciliana attraverso, ritratti simbolici e nostalgici di questa terra.

Accanto alle mostre di "Contemplazioni" verrà inaugurata, lo stesso giorno, nelle sale del Museo della Mafia, la personale dedicata ad uno dei pittori più controversi e discussi dalla critica d'arte contemporanea: Giuseppe Veneziano.

Il titolo della mostra "Equivoci" non è casuale perché è proprio questo l'elemento su cui hanno voluto operare l'artista in primis e Sgarbi poi.

Equivoche sono le "scorrette" interpretazioni che Veneziano fa delle opere di arte sacra più celebri come La Madonna del Terzo Reich, che altro non è che una riproposizione della madonna Cowper di Raffaello, o La Sacra Famiglia del celebre Tondo Doni michelangiolesco che si trasforma in un ritratto della famiglia Koons, o ancora le celebri Pietà di San Pietro e di Sebastiano del Piombo che si fondono per diventare un compianto per la morte di Spiderman.

Il tono dissacrante delle sue opere viene enfatizzato non solo dai soggetti, che spaziano dai personaggi dei cartoni disneyani e degli anime giapponesi alle personalità più in vista del panorama politico, cinematografico, ed artistico, ma anche da quello stile fumettistico, dai colori cangianti, che strizza l'occhio alle grandi tavole di Lichtenstein.

Ad essere equivoci non sono solo i quadri, anche l'istallazione delle opere di Veneziano, fortemente voluta da Vittorio Sgarbi all'interno delle sale del Museo della Mafia, trova invece un punto di incontro nella volontà di denunciare i mali della società contemporanea, attraverso un tono immediato e senza filtri. In sostanza inequivocabile.



Valentina Puccio

Fondazione Sgarbi

Poppea

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